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Dirigenti

Il prof.  Raffaele Palomba è dal primo settembre 2018  il Dirigente Scolastico dell’Istituto Comprensivo “Don Lorenzo Milani” di Torre del Greco.

Il Dirigente Scolastico è disponibile ad incontrare genitori e docenti per discutere ogni problema inerente il funzionamento della Scuola e la vita degli alunni all’interno di essa.

 

Il Dirigente Scolastico riceve solo su appuntamento il martedì e il giovedì.

 

Compiti e funzioni del Dirigente Scolastico

Il Dirigente Scolastico assicura la gestione unitaria dell’Istituzione Scolastica, quindi ne ha la rappresentanza legale, ed è responsabile della gestione delle risorse finanziarie e strumentali e dei risultati del servizio offerto all’utenza.

E’ organo individuale, rappresenta l’unitarietà dell’istituzione medesima ed assume ogni responsabilità gestionale della stessa.

Nel rispetto delle competenze degli organi collegiali scolastici, spettano al Dirigente Scolastico poteri di direzione, di coordinamento e di valorizzazione delle risorse umane, in particolare il Dirigente organizza l’attività scolastica secondo criteri di efficienza ed efficacia formativa ed è anche titolare delle relazioni sindacali.

Nello svolgimento delle proprie funzioni organizzative ed amministrative, il Dirigente può avvalersi di docenti da lui individuati, ai quali possono essere delegati specifici compiti, ed è coadiuvato dal Direttore dei servizi generali ed amministrativi, che sovrintende con autonomia operativa, nell’ambito delle direttive di massima impartite e degli obiettivi assegnati, ai servizi amministrativi e generali dell’Istituzione Scolastica, coordinando il relativo personale ATA.

L’organizzazione della scuola dell’autonomia comporta di conseguenza che il Dirigente Scolastico sia un costante punto di riferimento per l’intera comunità scolastica attraverso le proprie competenze e la propria autorevolezza.

La Legge n. 59 del 1997, precisamente all’articolo 21, conferisce alle istituzioni scolastiche, autonomia dal punto di vista organizzativo, didattico, amministrativo e finanziario.

L’autonomia deriva in prima istanza dal conferimento alle scuole di personalità giuridica, che consente loro in quanto tali di diventare titolari di rapporti giuridici.

Per meglio comprendere la parola autonomia, sarebbe opportuno capirla nelle sue varie sfumature:

A. autonomia organizzativa: è la capacità delle singole Istituzioni Scolastiche autonome di realizzare la flessibilità, la diversificazione, l’efficienza e l’efficacia del servizio scolastico, l’integrazione e il miglior utilizzo delle risorse umane e finanziarie e delle strutture, l’introduzione di tecnologie innovative e il coordinamento con il contesto territoriale di riferimento;

B. autonomia didattica: è la capacità di perseguire gli obiettivi generali e particolari del sistema nazionale d’istruzione nel rispetto della libertà d’insegnamento, della libertà di scelta educativa da parte dell’utenza – famiglie e del diritto di apprendere da parte degli alunni. In quest’ottica strategica, la legge obbliga le scuole di adottare procedure e strumenti di verifica e valutazione della produttività scolastica e del raggiungimento degli obiettivi previsti dal Piano dell’Offerta Formativa (P.O.F.)

C. autonomia amministrativa: deriva dal decentramento amministrativo avvenuto all’interno dell’organizzazione degli Uffici Scolastici Regionali e dei Centri dei Servizi Amministrativi, che hanno competenza a livello provinciale

D. autonomia finanziaria: le risorse finanziarie ed economiche di ciascuna Istituzione Scolastica per il funzionamento amministrativo e didattico sono utilizzate per lo svolgimento delle attività istituzionali di istruzione, formazione e orientamento a seconda dell’ordine e del grado dell’istituzione scolastica.

In conclusione, il Dirigente Scolastico, oltre alle competenze manageriali, esercita funzione di leader all’interno delle diverse professionalità e verso l’utenza scolastica: infatti, oltre ad essere un leader funzionale (businessmaned amministratore del sistema scolastico), il Dirigente è anche un leader emotivo all’interno del gruppo di lavoro.

Cultura, scientificità, strategie mentali di costante apertura e disponibilità verso l’altro, capacità di cooperare e lavorare con le altre figure coinvolte non sono requisiti caratteriali, ma rappresentano l’impegno che il Dirigente, con ferma e controllata logica decisionale, si assume per porsi come riferimento funzionale del gruppo, prima ancora che come riferimento istituzionale.

 

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